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Ricerca sangue occulto fecale

Screening per la prevenzione e diagnosi precoce del tumore colon retto per i residenti nell'Ulss 9

In genere, i tumori del colon retto si sviluppano molto lentamente a partire da piccole formazioni benigne, chiamate polipi o adenomi, che possono iniziare a sanguinare diversi anni prima della comparsa di altri disturbi.

All'inizio questo sangue non si vede ad occhio nudo, ma può essere rilevato con un esame delle feci chiamato "ricerca del sangue occulto". Ripetere regolarmente ogni due anni la ricerca del sangue occulto nelle feci consente di individuare lesioni tumorali e pretumorali con molto anticipo, aumentando la possibilità di curarle.

È un esame semplice: consiste nel raccogliere, a casa propria, un piccolo campione di feci in un particolare flaconcino, che viene distribuito dalle farmacie. Quello utilizzato nello screening è un test di "ultima generazione". Non è necessario seguire una dieta particolare prima dell'esame né sospendere le terapie in corso, ed è sufficiente un unico campione di feci.

Tutte le persone residenti nel territorio dell’ULSS 9, in età compresa fra i 50 e i 69 anni, e non già aderenti alla rettosigmoidoscopia di screening, ricevono a casa una lettera d’invito da parte dell'ULSS.

Il Programma prevede la ripetizione del test ogni due anni. Una volta ricevuta la lettera di invito, la persona potrà recarsi in una qualsiasi farmacia del proprio comune di residenza per ritirare il materiale necessario per l'esame (il "kit"). Grazie alla collaborazione di Federfarma Verona e Agec, tutte le farmacie (pubbliche e private) partecipano gratuitamente alla distribuzione dei kit.

Il farmacista fornirà tutte le informazioni per raccogliere correttamente il campione di feci. Una volta raccolti, i campioni di feci devono essere conservati in luogo fresco o in frigorifero fino alla loro consegna (per non più di 48 ore). Nel giorno indicato sulla lettera vanno poi riconsegnati presso la sede del Comune o del distretto, in appositi contenitori.

L'esame è completamente gratuito, non serve l'impegnativa del medico, ma è assolutamente necessario portare con sé la lettera di invito quando si va in farmacia. Sulla lettera di invito è presente, infatti, un'etichetta adesiva contenente un codice a barre da applicare direttamente sul campione e che, al momento dell'analisi, consentirà l'identificazione dell'assistito che ha consegnato il campione. Il laboratorio analisi non potrà leggere i campioni che non riportano l'etichetta con il codice a barre.

Se la persona invitata si trova in una di queste condizioni:

  • è affetto da rettocolite ulcerosa o da morbo di Crohn
  • ha ricevuto una diagnosi di tumore del colon retto
  • ha eseguito una colonscopia negli ultimi 5 anni

è importante che lo comunichi ai recapiti indicati sulla lettera.

Infatti, le persone affette da rettocolite ulcerosa o da morbo di Crohn e le persone già seguite per un tumore del colon retto non sono comprese nel Programma di screening, dal momento che devono già sottoporsi a controlli specifici per la loro malattia.

Chi invece ha fatto una colonscopia verrà nuovamente invitato dopo cinque anni dall'esecuzione di questo esame. Se si utilizzano farmaci antiaggreganti o anticoagulanti si può eseguire ugualmente il test, senza bisogno di sospendere il farmaco.

Se l'esame risulta nella norma, la risposta viene spedita a casa per lettera entro 30 giorni dalla consegna del flaconcino.

In questo caso, la persona riceverà l'invito successivo dopo due anni (se non ha superato i 69 anni). L'analisi dei campioni viene eseguita presso il Laboratorio Analisi dell'ospedale di San Bonifacio.

Se l'esame mostra la presenza di sangue occulto nelle feci Anche in questo caso la risposta viene spedita a casa per lettera, entro 30 giorni. Sulla lettera la persona troverà tutti i riferimenti per contattare l'Ufficio Screening al fine di prenotare l'esame di approfondimento: la colonscopia. Anche la colonscopia è gratuita ed è organizzata dal Programma.

Non è indicato ripetere il test per confermare la presenza di sangue, perché i polipi possono sanguinare in maniera intermittente (alcuni giorni si e altri no), quindi è sufficiente un solo campione positivo per rendere opportuno l'esame di approfondimento.

E' importante sapere che, in molti casi, un test per sangue occulto positivo (anormale) non significa presenza di un tumore o di polipi. Infatti, il sanguinamento può dipendere anche da altre cause, come la presenza di emorroidi, di ragadi o di diverticoli. La  colonscopia, un esame che permette di vedere direttamente le pareti dell'intestino, consentirà di accertarne la causa.

In media, su 100 persone che effettuano la ricerca del sangue occulto fecale, 56 sono invitate ad eseguire una colonscopia. Fra le persone che fanno la colonscopia, circa una su tre ha polipi che devono essere tolti; per questo è estremamente importante sottoporsi alla colonscopia dopo un sangue occulto positivo.

La colonscopia è un esame della durata di circa 20 - 30 minuti che permette di esaminare tutto il colon (o "grosso intestino"). Si utilizza un tubo flessibile (sonda), del diametro di circa 1 centimetro, collegato ad una fonte di luce e introdotto dall'ano. Per una buona riuscita dell'esame, è importante che tutto il colon sia pulito adeguatamente, per cui va fatta un'accurata preparazione nei giorni precedenti. Di solito non è necessaria l'anestesia, ma al momento dell'esame può essere somministrato un farmaco sedativo e rilassante.

In rari casi (1 su 1000 esami) possono verificarsi complicanze che richiedono un ricovero ospedaliero. Nella nostra casistica nessuna delle complicanze ha provocato esiti gravi.

Chi partecipa al Programma di screening dell'ULSS 20 può effettuare la colonscopia, dopo test per sangue occulto positivo, presso l'ospedale di San Bonifacio oppure presso gli ospedali di Borgo Roma o di Borgo Trento a Verona, in base al luogo di residenza. Si ricorda inoltre che a partire dai 45 anni è possibile usufruire dell'esenzione dal ticket anche per colonscopie (una ogni 5 anni) richieste dal proprio medico di base, al di fuori del Programma di screening.

Istruzioni per prepararsi alla colonscopia, favorendo le procedure diagnostiche e operative
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Se la colonscopia non mostra nulla di sospetto riguardo alla presenza di tumori, la risposta viene consegnata subito. In questo caso, dopo cinque anni la persona riceverà il successivo invito per la ricerca del sangue occulto fecale (se non ha superato i 69 anni).

Durante la colonscopia è possibile asportare polipi o fare piccoli prelievi mirati (biopsie), che vengono poi inviati ad analizzare. In base alla risposta di queste analisi, il gastroenterologo valuterà come continuare: a volte non sono più necessari controlli, altre volte l'assistito viene inserito in un programma di "sorveglianza endoscopica" (cioè di controlli periodici, in inglese "followup").

Se durante la colonscopia o all'esame istologico condotto sul materiale prelevato si riscontra la presenza di polipi con certe caratteristiche (ad es. di grandi dimensioni o di forma particolare) o di un tumore, può rendersi necessario un intervento chirurgico per l'asportazione. In questo caso l'assistito verrà inviato alla consulenza chirurgica, nella sede scelta dal paziente.

Come tutti gli esami medici, anche la ricerca del sangue occulto fecale ha dei limiti. E' possibile che una lesione sia presente ma non venga rilevata dal test: non tutti i polipi e i tumori, infatti, si manifestano con sanguinamento in fase iniziale, oppure il sanguinamento può essere intermittente (alcuni giorni si e altri no).

Per questo motivo è molto importante ripetere la ricerca del sangue occulto fecale regolarmente ogni due anni e non sottovalutare eventuali disturbi che dovessero manifestarsi anche dopo un test normale. E' opportuno rivolgersi al proprio medico se, prima dell'invito successivo o in una fascia di età diversa da quella invitata allo screening, dovessero comparire dei disturbi intestinali significativi o presenza di sangue nelle feci.

Diversi fattori possono aumentare il rischio di sviluppare un tumore del colon retto: l'età crescente; avere familiari che hanno avuto un tumore o polipi del colon retto; essere affetti da malattia di Crohn o da rettocolite ulcerosa; un'alimentazione povera di fibre, di verdure e frutta e un consumo eccessivo di carni rosse, insaccati e grassi saturi; il sovrappeso e l'obesità; la mancanza di un'attività fisica regolare; il fumo e l'eccesso di alcool.

Una regolare attività fisica quotidiana e una dieta equilibrata (di tipo mediterraneo) sono utili per ridurre il rischio di questa malattia, come di molti altri problemi di salute (per consigli su uno stile di vita sano vedi il sito di "Guadagnare Salute. Rendere facili le scelte salutari").

Istruzioni per fare l'esame del sangue occulto

Volantino con le disposizioni per la raccolta, la conservazione e la consegna dei campioni per la ricerca del sangue occulto fecale

Residenti nel Comune di Verona. Istruzioni per la consegna del campione per i residenti nel comune di Verona
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Residenti nei comuni extraurbani. Istruzioni per la consegna del campione per i residenti nei comuni extraurbani
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Volantino screening con ricerca Sangue Occulto Fecale (SOF)

Opuscolo informativo dell'Ulss 20 sull'esame di ricerca del sangue occulto fecale
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Le 100 domande sullo screening colorettale

Documento a cura dell'Osservatorio Nazionale Screening e del GISCoR - Gruppo Italiano Screening Colorettale. In questo lavoro sono contenute le domande e risposte più frequenti riguardo lo screening colorettale
Link esterno

 

Ultimo aggiornamento: 27/11/2018
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